Agricoltura: in E-R cinque progetti per tutela biodiversità

(ANSA) – BOLOGNA, 20 MAG – Salvaguardare varietà di frutta a
rischio estinzione, come le pesche ‘Bella di Cesena’ o ‘Rosa del
West’ legate al territorio romagnolo, recuperare cereali antichi
o adatti a coltivazioni in zone montane, come particolari tipi
di mais, o l’olivicoltura che, nelle zone di Modena, Reggio
Emilia, Parma e Piacenza, veniva praticata sin dai tempi
dell’antica Roma. Senza dimenticare il vino: la ricerca ha
permesso di realizzare una ‘biblioteca’ di vitigni perduti, ora
nuovamente coltivabili, che conta 168 varietà, un vero ‘database’ della biodiversità vinicola dell’Emilia-Romagna.
    In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, in
calendario venerdì, il Centro Ricerche Produzioni Vegetali di
Cesena, realtà specializzata nello studio in ambito
agroalimentare, ha fatto illustrato cinque progetti di ricerca,
portati avanti in collaborazione con aziende locali o
università, “che puntano a recuperare prodotti antichi – spiega
Alvaro Crociani, direttore del CRPV – sviluppare nuove varietà e
promuovere i diversi territori recuperando frutta, oli, cereali
e vini della tradizione. È un patrimonio immenso di conoscenza e
di opportunità che anche grazie ai nostri progetti e all’impegno
di molte realtà può essere tutelato, difeso e valorizzato”.
    Pesche, ma anche cereali, viti e olive: con il progetto ‘Bios’ sono state individuate piante di olivo plurisecolari
dalle quali sono state riprodotte circa 8mila piantine che sono
state distribuite ad aziende agricole e agriturismi del
territorio regionale per riavviare piccole produzioni di alto
valore storico.
    “La ricerca sulla biodiversità – conclude Crociani – ci vede
quotidianamente impegnati a fianco della Regione e di
importanti realtà nazionali e, negli anni, ha dato vita a
risultati rilevanti sul piano tecnico-scientifico, oltre a
permettere la valorizzazione di tante realtà locali e la
riscoperta, da parte del consumatore, di sapori e profumi
dimenticati ed emozionanti. La sfida continua, con l’obiettivo
di consegnare alle generazioni future un mondo dove la ricchezza
rappresentata dalla biodiversità – conclude – non sia solo un
ricordo ma una fonte di opportunità e riavvicinamento con
tradizioni e radici antiche e preziose”. (ANSA).
   


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