>>>ANSA/Bayern-PSG, si assegna la Champions più pazza

(ANSA) – ROMA, 22 AGO – Ci sono i tedeschi, quelli del Bayern
Monaco, i francesi del Paris Saint-Germain e c’è anche un
italiano, l’arbitro veneto Daniele Orsato. Sembra una
barzelletta, invece è lo scenario della finale di Champions
League edizione 2019/20, la più tormentata, difficile da
organizzare e controversa forse della storia del calcio,
partendo dal 1956, quando il trofeo – allora si chiamava Coppa
dei Campioni – venne messo in palio per la prima volta. Si
giocherà a Lisbona, non a Istanbul come previsto quando ancora
il Coronavirus era solo una parola strana e non una pandemia.
    Per il PSG è la prima finale della storia, per i tedeschi
l’11/a, con cinque successi e altrettante sconfitte. Si giocherà
a porte chiuse, ed è la prima volta per l’ultimo atto del
massimo torneo Uefa, ma soprattutto di un appuntamento.
    In un’atmosfera surreale, ma ormai tristemente consolidata,
si consumerà l’ultimo anno di una stagione agonistica che
nessuno dimenticherà mai e che si conclude quando ormai
all’autunno manca meno di un mese. Una cosa mai vista. In
genere, in questo periodo, si assegnava la Supercoppa Europea,
non la Champions della stagione ‘precedente’. Ma tant’è. E’ il
calcio ai tempi del Coronavirus.
    “Siamo qui per giocare la finale e vincerla. Ovviamente è la
sfida più grande della mia carriera. E’ difficile descrivere le
mie emozioni: sono esausto e felice. Non faremo niente di
speciale, perché la partita è già speciale”.
    Lo è in tutti i sensi, soprattutto per i parigini che mai si
erano spinti fino a questo punto nel massimo torneo Uefa. Per
risalire all’ultimo trionfo della squadra della capitale
francese bisogna risalire alla stagione 1995/96 e alla defunta
Coppa delle Coppe vinta in finale contro il Rapid Vienna
dall’allora formazione guidata da Luis Miguel Fernandez.
    Sicuramente più abituato a questo tipo di appuntamenti è il
Bayern Monaco, fin dai tempi dei Mayer, dei Beckenbauer e dei
Gerd Mueller. “L’idea è di imporre il nostro atteggiamento di
gioco: cercheremo di tenere alta la linea del pressing e della
difesa. Poi, vedremo cosa accadrà. E’ una finale, una partita
aperta. Non penso che dovrò cambiare molto rispetto alle scorse
esibizioni. Non dovremo concedere spazio ai nostri avversari.
    Abbiamo visto le loro partite, li abbiamo studiati bene: il PSG
è una squadra assai simile al Barcellona; il Lione è un altro
tipo di squadra”, ha fatto notare Hans-Dieter Flick, detto ‘Hansi’, l’allenatore che ha cambiato il destino dei bavaresi,
dopo avere preso il posto in panchina di Niko Kovac.
    I tedeschi vanno a caccia del ‘triplete’, dopo avere vinto la
Bundesliga e la Coppa di Germania; il PSG punterà addirittura al
pokerissimo, dopo avere messo le mani sulla Ligue 1, sulla Coppa
di Francia e sulla Coppa della Lega Francese. La Champions
sarebbe la ciliegina sulla torta. Un sogno non impossibile per
Neymar (che vinse il trofeo nel 2015 in finale contro la Juve,
quando giocava nel Barcellona) e compagni. Il fantasista ha
ricevuto il sostegno del presidente brasiliao Jair Bolsonaro,
che gli ha scritto “siamo tutti qui a tifare per te”. (ANSA).
   


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