• Armi all’Ucraina e Ischia: via libera del governo alle nuove misure


    Consiglio dei ministri lampo per l’esecutivo di Giorgia Meloni, che in circa mezz’ora ha dato l’ok al decreto che proroga l’invio delle armi all’Ucraina e al decreto con gli aiuti per Ischia dopo la frana di sabato. Il decreto per l’invio delle armi è stato prorogato per un altro anno, fino al 31 dicembre 2023. L’impegno dell’Italia è quello di sostenere materialmente il Paese invaso con armi ma anche con materiali ed equipaggiamenti.

    Il governo di Giorgia Meloni ha deciso di perseguire la linea dettata dal precedente esecutivo guidato da Mario Draghi, per la quale il parlamento, anche con i voti di Partito democratico e Terzo polo, ha dato il suo via libera. L’Ucraina continua a essere sotto il tiro costante dell’artiglieria russa, che da qualche settimana ha messo nel suo mirino non solo le strutture militari ma anche le infrastrutture civili, quindi le centrali elettriche, in modo tale da portare allo stremo gli abitanti delle città. A Kiev e in tutta l’Ucraina l’inverno ha già bussato con tutta la sua irruenza: la neve cade copiosa sui centri abitati e le temperature massime non superano lo zero.

    Una situazione che i russi cercano di sfruttare a loro favore ma che Kiev ora vuole arginare, chiedendo all’Europa e all’Occidente l’invio di sistemi missilistici di difesa aerea. Proprio per far fronte alle richieste di Kiev e sostenere il Paese di Volodymyr Zelensky, e mantenere compatto il fronte europeo che si sta impegnando in tal senso, già nelle prossime settimane, tra la fine di dicembre e i primi di gennaio, il governo potrebbe ritrovarsi a votare il sesto decreto aiuti per l’Ucraina.

    L’esecutivo di Giorgia Meloni ha votato anche una bozza del decreto aiuti per Ischia, che prevede un versamento di 10 milioni di euro alla protezione civile ma anche versamenti tributari e cartelle esattoriali sospesi nei Comuni di Casamicciola Terme e di Lacco Ameno fino al 30 giugno 2023. E ancora, udienze dei procedimenti civili e penali pendenti “rinviate d’ufficio a data successiva al 31 dicembre 2022“, con l’esclusione di alcune fattispecie, tra queste le “cause relative ai diritti delle persone minorenni, al diritto all’assegno di mantenimento, agli alimenti e all’assegno divorzile o ad obbligazioni alimentari“. Questa bozza fa seguito al provvedimento varato già domenica a poche ore dalla frana.


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