Business da 5 milioni al mese. Colpo al club dell’accoglienza

Chi ci perde se il governatore Nello Musumeci vince? E se riesce realmente ad applicare, dall’oggi al domani, la sua ordinanza: fuori tutti i migranti dall’isola, bloccato qualsiasi arrivo.

Il primo sconfitto è il business dell’accoglienza. Se calcoliamo una media di 3000 migranti in questo periodo di boom, che costano 35 al giorno ciascuno, arriviamo a 3.150.000 al mese. A questa cifra va aggiunto il costo del personale delle forze dell’ordine, dell’esercito e dei continui trasferimenti. Solo l’hotspot di Lampedusa sta scoppiando con punte di 1400 migranti. Il Viminale trasferisce in traghetto anche 200 persone al giorno. Oltre agli hotspot di Lampedusa e Pozzallo è stato riaperto l’ex centro di accoglienza Villa Sikania in provincia di Agrigento e una caserma dismessa a Messina. Altri costi, come la tecno struttura di Porto Empedocle con un via vai di migranti in transito. Il business interessa cooperative e professionisti dell’aiuto al migrante, che spesso sono bacino di voti del centrosinistra con tanto di benedizione della Chiesa. Non è un caso che i primi a protestare contro Musumeci siano stati i sindacati più rossi come la Cgil, i soliti preti pro migranti con la copertura del Papa, che pure ieri chiedeva di aprire le porte.

A Catania è ancora in corso il processo sui favori elettorali nella gestione del famigerato centro di accoglienza di Mineo, ma 59 ex dipendenti della struttura, chiusa di fatto, hanno scritto al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, per riaprirla subito. Musumeci pur caldeggiando l’imbarco dei migranti sulle navi traghetto affittate dal Viminale ha puntato il dito sia «contro il business dell’accoglienza, che della quarantena». Dal 10 agosto è stata noleggiata una seconda nave per un costo di 33mila euro al giorno: quasi un milione al mese per ogni nave, con una spesa totale mensile (sommata ai tre milioni dell’accoglienza) di circa 5 milioni.

Pure le Ong, che hanno schierato in mare la scorsa settimana la nuova Sea Watch 4, verrebbero sconfitte. In pochi giorni «l’ammiraglia» ha già imbarcato 104 migranti provenienti dalla Libia, ma c’è posto per 3-400. A dare man forte sta arrivando anche il veliero Astral degli spagnoli di Open arms. E ha fatto la sua comparsa, in gran segreto, Louise Michel, una mini nave color viola, pagata da Bansky, il misterioso e discusso artista. L’imbarcazione ha già soccorso 7 migranti poi trasferiti «sull’ammiraglia» gestita dai talebani tedeschi dell’accoglienza e da Msf. Se i porti siciliani, compreso quello avanzato di Lampedusa, fossero ermeticamente chiusi, le navi delle Ong perderebbero un asset fondamentale. La Sicilia blindata non permetterebbe più ai tunisini di arrivare come i 7024 di quest’anno con sbarchi autonomi o fantasma, grazie al tratto di mare che si può attraversare con il beltempo. Per fermare del tutto questa facile rotta è necessario proporre a Tunisi un blocco navale congiunto, come Frontex, l’agenzia Ue, aveva già fatto in passato con l’Africa occidentale azzerando l’immigrazione verso le isole spagnole.

Gli esponenti del Pd, per primi sono insorti. Se vincesse la Sicilia, il Viminale dovrebbe distribuire i migranti in altre regioni, in proporzione ai posti disponibili. Il rischio è che vadano a finire anche in Toscana o Puglia, dove il centro sinistra rischia grosso al voto.



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