• Castellacci: “Protocollo non condiviso con medici calcio”

    (ANSA) – ROMA, 04 MAG – “L’auspicio di tutti sarebbe quello
    di rivedere il campionato, cosa difficile. Questo è un periodo
    drammatico, sotto vari punti di vista. C’è voglia da parte della
    Figc di vedere completato il campionato, anche per i problemi
    economici che comporterebbe un’eventuale interruzione. Questo,
    però, lo deciderà il Governo. Bisogna anche dire che un
    calciatore prof. non può stare quattro mesi senza allenarsi.
        Dovremmo studiare un metodo per farli allenare in sicurezza,
    magari con protocolli diversi rispetto a quelli messi sul tavolo
    finora”. Così Enrico Castellacci, storico medico della Nazionale
    e attuale presidente della Libera Associazione Medici italiani
    del calcio (Lamica), a Sport-Lab.it “Il protocollo della Commissione Figc non ha soddisfatto il
    Comitato tecnico-scientifico – aggiunge il prof. Castellacci -.
        Noi medici del calcio non siamo stati invitati al tavolo,
    nonostante fossimo un punto importante in questo progetto.
        Avremmo gradito portare le nostre idee. In alcune categorie,
    come Serie B e Lega Pro, si vivono momenti diversi.
        L’applicazione dei protocolli in Serie C è fuori dalla realtà,
    perché ci sono più carenze rispetto alla massima serie. Noi
    l’avevamo detto subito, sostenendo dal principio che questi
    protocolli escludono molte categorie, oltre al fatto che sono
    difficili anche da applicare in A”.
        “I punti oscuri dei protocolli – sottolinea – vanno chiariti.
        La Figc ha detto che li avrebbe ripresi. Nel protocollo si dice
    che, qualora si dovesse trovare un giocatore positivo al
    Covid-19, l’atleta sarebbe messo in quarantena, gli altri invece
    sono limitati a semplici accertamenti, senza quarantena. Questo
    contrasterebbe col Dpcm governativo. Bisogna chiarire questo
    punto, prendendo spunto dal protocollo tedesco: in Germania si
    mette il giocatore in quarantena e si fanno più tamponi agli
    altri. Se sono tutti negativi si continua. Capisco le cautele,
    perfettamente giustificate. Quand’ero in Cina ho vissuto una
    situazione analoga. Gridavo alla prudenza, ma capisco che un
    Governo possa essere cauto nella ripresa”. (ANSA).
       


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