Come si eleggono i presidenti di Camera e Senato? Ecco cosa c’è da sapere


La XIX legislatura prenderà il via nella giornata di domani, giovedì 13 ottobre. Il primo passo riguarderà l’elezione dei presidenti di Camera e Senato: entrambi i rami del Parlamento sono stati convocati per eleggere la rispettiva guida in seguito alle elezioni politiche di domenica 25 settembre. I tempi di Montecitorio e Palazzo Madama potrebbero essere leggermente diversi, visto che poggiano su regole differenti. In molti si chiedono come si eleggono i presidenti di Camera e Senato. Ecco tutto ciò che c’è da sapere, anche alla luce del taglio dei parlamentari.

Come viene eletto il presidente della Camera?

I deputati passano da 630 a 400. La seduta è convocata alle ore 10 e sarà presieduta da Ettore Rosato (Italia Viva) in quanto vicepresidente più anziano della scorsa legislatura. Il presidente viene eletto dall’Assemblea con voto a scrutinio segreto. Per l’elezione è necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione: in tal caso il candidato deve ottenere almeno 267 voti.

Dal secondo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti, ma entra in gioco una novità: tra i voti vengono computate anche le schede bianche. Dopo il terzo scrutinio serve la maggioranza assoluta dei voti, comprese le schede bianche e nulle. Dal quarto scrutinio basta la maggioranza assoluta dei voti. Da lì in poi il voto va avanti a oltranza. La sensazione è che entro venerdì si possa arrivare a coprire lo scranno più alto della Camera.

Come viene eletto il presidente del Senato?

I senatori passano da 315 a 200. La seduta è convocata alle ore 10:30 e sarà presieduta da Liliana Segre essendo la seconda più anziana tra i colleghi (il ruolo di presidente provvisorio sarebbe spettato a Giorgio Napolitano, che però dovrà rinunciare a causa delle sue condizioni di salute). La votazione sarà a scrutinio segreto. Nei primi due scrutini bisognerà ottenere la maggioranza assoluta dei voti dei componenti di Palazzo Madama. Ovvero 104 voti, considerando anche i sei senatori a vita.

E se tutto ciò non dovesse verificarsi? Allora nella terza votazione sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Se anche in questo caso nessuno dovesse risultare eletto ci sarebbe uno scenario limite: si arriverebbe al ballottaggio tra i candidati che hanno ottenuto nel terzo scrutinio il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto oppure entra in ballottaggio il più anziano di età. Anche per il Senato si potrebbe arrivare alla proclamazione del nuovo presidente entro venerdì.

I ruoli dei presidenti

È interessante sapere anche quali sono i ruoli delle due guide. Quella di presidente del Senato è la seconda più importante carica dello Stato, dopo quella di presidente della Repubblica: presiede la Giunta per il Regolamento, la Conferenza dei Capigruppo e il Consiglio di Presidenza. Il presidente della Camera è la terza carica della Repubblica: guida anche altri organi collegiali come l’Ufficio di presidenza, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo e la Giunta per il Regolamento. Entrambi provvedono a far osservare il regolamento, a garantire l’ordine in Aula e a proclamare i risultati.


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