• Coronavirus: Tommasi, il calcio non va trattato diversamente

    (ANSA) – ROMA, 08 MAG – “E’ l’uniformità dei comportamenti
    che garantisce la sicurezza. La gestione della positività di un
    calciatore non può essere diversa da quella che riguarda altri
    ambiti del paese. Ci saranno dei protocolli, in questo senso,
    che dovranno essere confermati da chi ci autorizzerà a tornare a
    fare l’attività. Questo però ce lo dovranno dire i medici”.
        Damiano Tommasi a Fanpage.it ha affrontato il nodo della
    gestione di un eventuale caso di positività tra i calciatori
    alla ripresa degli allenamenti.
        Si sono evidenziati nuovi casi di positività, perché “è stato
    fatto uno screening pre-allenamento – ha sottolineato il
    presidente dell’Aic – come giusto che sia in questo momento, e i
    positivi verranno isolati. Sappiamo che non tutte le squadre
    hanno fatto già i test, per problemi logistici”. Ma, “al di là
    dei nuovi casi, è la prolungata positività di alcuni calciatori,
    andati oltre le tre settimane, ad aumentare il livello di
    preoccupazione”.
        Infatti alcuni hanno espresso timori sulla ripresa: “”Stiamo
    parlando di persone come le altre. Sono timori legittimi – ha
    commentato Tommasi – specialmente nei riguardi dei familiari.
        Sappiamo che è un sentimento condiviso a livello europeo, ci
    confrontiamo ogni settimana con gli altri sindacati dei
    calciatori. L’attenzione a questo tema è inevitabile e credo sia
    anche il motivo per cui non si sta giocando a calcio. I governi
    non autorizzano questo tipo di attività perché sono a rischio.
        Le valutazioni nel caso del calcio sono più ampie per il grande
    indotto e l’elevato numero di lavoratori e famiglie che
    coinvolge. C’è da capire quanto questi rischi siano
    calcolabili”. (ANSA).
       


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