È duello anche sulla Giustizia Braccio di ferro Casellati-Nordio Tentazione azzurra: al Colle soli


Le tensioni tra Fratelli d’Italia e Forza Italia tengono in stallo la trattativa nel centrodestra per definire la squadra di governo. Lo strappo si materializza a tarda sera (dopo la ferita per l’elezione di Ignazio La Russa senza i voti di Fi) quando Forza Italia fa sapere di essere pronta ad andare da sola alle consultazioni al Quirinale. Berlusconi riunisce i parlamentari a cena e ribadisce la linea. La rottura è a un passo. Il timing è stretto: le consultazioni dovrebbero iniziare già nella giornata di mercoledì 19 ottobre.

Oggi a Montecitorio dovrebbe arrivare la fumata bianca per l’elezione del presidente della Camera dopo le tre votazioni (andate a vuoto) di ieri. Il nodo sembra essere stato sciolto in favore del leghista Lorenzo Fontana che ha superato al fotofinish i colleghi di partito Nicola Molteni e Riccardo Molinari. Chiusa la partita sui vertici delle Camere, resta aperta quella sui ministri che dovranno far parte del futuro esecutivo. Risolto il dilemma sul Mef: alla guida del ministero dell’Economia andrà il leghista Giancarlo Giorgetti. Al momento sono bassissime le possibilità che Meloni ritorni su una scelta tecnica. Lo stesso Giorgetti ammette: «Se la Lega vuole, sono pronto». E ieri Meloni e Giorgetti hanno avuto un lungo colloquio durante i lavori in Aula a Montecitorio. La Lega dovrebbe portare a casa altre 4 caselle. Il leader del Carroccio Matteo Salvini è in pole per assumere il timone del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Nicola Molteni potrebbe spuntarla per il Viminale. L’alternativa è il prefetto Matteo Piantedosi. Per il dicastero all’Agricoltura c’è Gian Marco Centinaio. Ma non è escluso che Salvini possa optare per questa poltrona, chiedendo un ampliamento delle deleghe. Il Carroccio otterrebbe anche la delega per gli Affari regionali. Il nome è quella di Giulia Bongiorno.

Tre nomi per la Salute: Guido Bertolaso, Guido Rasi e Francesco Rocca. Per il ministero dei Rapporti con il Parlamento il favorito è Maurizio Lupi. Anche se i centristi nelle ultime ore alzano il prezzo e chiedono il dicastero all’Agricoltura. Difficile però che Meloni possa sottrarlo alla Lega.

Sul ministero della Giustizia è in corso lo scontro tra Meloni e Forza Italia. Il leader di Fratelli d’Italia è orientata ad affidare la guida del ministero al magistrato Carlo Nordio. Silvio Berlusconi vuole Francesco Paolo Sisto. Ma Fdi potrebbe valutare solo eventualmente l’opzione Casellati. L’ex presidente del Senato è tra i nomi graditi a Meloni e che alla fine potrebbe finire al ministero della Pubblica amministrazione o alle Riforme. Altro nome di Fi gradito al premier in pectore è quello di Gilberto Pichetto Fratin, che potrebbe andare al ministero dello Sviluppo economico Per il ministero degli Esteri resta in pole Antonio Tajani.

Alla Difesa dovrebbe sbarcare un esponente di Fratelli d’Italia: il favorito è Adolfo Urso, presidente uscente del Copasir. Lo Sviluppo economico è un’altra casella opzionata da Forza Italia. Meloni avrebbe in testa un paio di profili: Guido Crosetto o Antonio D’Amato. Il ministero del Lavoro resta in quota Fdi. Si pensa a un tecnico: il nome è quello di Marina Calderone. Agli Affari europei c’è Raffaele Fitto mentre Edmondo Cirielli dovrebbe incassare la delega al Mezzogiorno. Fabio Rampelli è in pole per il ministero dell’Istruzione. Mentre all’Università il ballottaggio è tra Anna Maria Bernini di Fi e Letizia Moratti.

Tra Fi e Fdi il clima resta teso. Anzi, fonti Fdi fanno trapelare insofferenza verso i colleghi di Fi e fanno sapere che potrebbero esserci ripercussioni sull’elezione (mercoledì) dei vicepresidenti del Senato.


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