• E ora anche i grillini chiedono le dimissioni Conte: “Non lo sapevo”

    Si infiamma l’opposizione, ma si infiammano soprattutto gli alleati. L’ira dei parlamentari del Movimento cinque stelle e di Italia Viva sul presidente dell’Inps Pasquale Tridico e soprattutto su chi ha autorizzato in piena pandemia il suo aumento di stipendio, facendolo balzare da 62mila a 150mila euro, ben al di sopra di quello del suo predecessore Tito Boeri, fermo a 103mila. E chi l’avrebbe avallato, insieme col ministro all’Economia Roberto Gualtieri, è anche il ministro del Lavoro, la grillina Nunzia Catalfo, madrina della prima proposta di legge sul reddito di cittadinanza. La decisione è stata presa dallo stesso Cda dell’istituto di previdenza,anche se è stato smentito che a Tridico andrebbero corrisposti altri 100mila euro per gli arretrati fino a maggio 2019, quando è stato nominato ai vertici dell’ente. Mentre il premier Giuseppe Conte fa sapere che «non ero informato, ovviamente ho chiesto accertamenti, vorrei approfondire la questione. Poi formulerò una valutazione più completa», ribollono le chat interne dei Cinque stelle, dove compaiono anche richieste di dimissioni del presidente dell’Inps. La deputata Emanuela Corda nelle conversazioni parlerebbe di vicenda «indegna». Qualcuno lavora a una interrogazione parlamentare. Luigi Di Maio si limita a un «Chiederò chiarimenti nelle prossime ore». Ma la rabbia monta.

    Ed è l’ennesima bufera sul professore di economia scelto dal Movimento, già scivolato sui ritardi nell’erogazione dei sussidi in questi mesi. «Ci sono persone che si stanno suicidando perché non hanno ancora ricevuto la Cig, il Paese è in mutande e c’è chi non riesce a mettere il piatto a tavola – sono alcuni messaggi grillini – ma il presidente dell’Inps si aumenta lo stipendio in piena emergenza».

    Per la parlamentare pentastellata Carmen Di Lauro il M5s deve prendere le distanze e il Cinque stelle Gabriele Lorenzoni invoca un passo indietro, così come Sabrina De Carlo. Alla mente ritorna subito il caso dei furbetti dei 600 euro, con l’espulsione di Marco Rizzone, che quel bonus lo aveva incassato: «lo abbiamo cacciato per una iniziativa infelice ma non illegale – dice un parlamentare grillino – mentre Tridico si aumenta lo stipendio durante la pandemia». L’alleato Italia Viva attacca frontalmente il partito con cui governa e punta il dito sulla metamorfosi degli anticasta: «Io non penso che ci sia nulla di scandaloso nel prevedere uno stipendio congruo per ruoli pubblici di altissima responsabilità che richiedono notevoli competenze e professionalità. È mettere degli incompetenti nei ruoli chiave, semmai. Ma lo spettacolo davvero suggestivo è osservare la metamorfosi dei populisti, di quelli che inorridivano per gli staff dei politici e oggi hanno uffici di gabinetto degni della corte di Versailles; quelli che volevano dimezzare gli stipendi degli avversari e sono finiti a raddoppiare gli stipendi degli amici, quelli che volevano aprire il Parlamento come una scatola di tonno, ma quando hanno assaggiato il tonno ne sono diventati ghiotti», scrive su Facebook il capogruppo al Senato Davide Faraone.

    Le dimissioni del numero uno dell’Inps le chiede a gran voce e compatto il centrodestra: «Non ho parole – dice il leader della Lega Matteo Salvini – invece di aumentarsi lo stipendio, prima paghi la cassa integrazione alle centinaia di migliaia di lavoratori che la aspettano da mesi, poi chieda scusa e si dimetta». Indignati gli azzurri. «È assurdo e tutto questo mentre gli italiani continuano a non ricevere la cassa integrazione e le famiglie sono piegate da una crisi che il governo è incapace a fronteggiare», attacca il presidente dei senatori di Fdi Luca Ciriani. Forza Italia, con Giorgio Mulè, chiede che «Tridico rinunci all’aumento, chieda scusa e si dimetta». Il leghista Claudio Durigon si domanda «dove sono gli uffici di monitoraggio dell’Inps, quelli che ad agosto avevano denunciato, in una lista di proscrizione pubblica, i furbetti del bonus da 600 euro? Il più furbetto è Tridico che si fa riconoscere premi da capogiro, mentre mezzo milione di italiani stanno ancora aspettando la cassa integrazione dalla primavera. Tridico rinunci al bonus e si dimetta». E Mariastella Gelmini rincara: «Una domanda sorge spontanea: Grillo e Di Maio hanno perso la lingua oppure per loro è tutto ok?».



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