Giorgia a letta: “Enrico, come stai?”


Roma. Il primo giorno della XIX legislatura si apre sotto una pioggia fitta. Una circostanza che forse invita a esercitare ulteriormente sobrietà nell’outfit. Il look scelto per il battesimo a Montecitorio oscilla in prevalenza tra il blu scuro e il total black, anche se Rita Dalla Chiesa almeno per il suo ingresso nel palazzo rompe la monotonia cromatica con un elegante spolverino anti-pioggia verde acqua che non passa inosservato.
In Transatlantico e nel cortile interno si trasgrediscono con discrezione le regole e ci si concede un selfie per immortalare il momento, qualcuno azzarda lo scatto anche in aula redarguito morbidamente dai commessi. Non mancano saluti e siparietti. Su tutti l’incontro tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta. Il segretario dimissionario del Pd arriva dal Palazzo dei gruppi parlamentari, la seconda ci sta tornando e, voltato l’angolo si fermano per un breve scambio di convenevoli. «Enrico, come stai?» chiede lei, «Un bijoux» risponde il segretario dem.
Molta curiosità suscita il ritorno di Giulio Tremonti, quello di Umberto Bossi (con cravatta e pochette verde) accompagnato dal figlio così come molto corteggiato è Guido Crosetto che parlamentare non è ma passa in Transatlantico per una visita di cortesia, in attesa di conoscere il suo destino nel governo Meloni. E poi ci sono i nuovi arrivati che prendono le misure. «Questa mattina riflettevo su una circostanza» racconta Carlo Nordio. «Ho esordito 45 anni fa come servitore dello Stato forse nel momento più cupo della storia repubblicana, con le istituzioni sotto l’attacco delle Brigate rosse. Oggi inizio questa nuova vita in un momento drammatico sia sul piano economico che su quello degli equilibri internazionali. Sono emozionato, ma anche desideroso di dare un contributo». I giornalisti in Transatlantico festeggiano Paolo Emilio Russo, consigliere per la comunicazione di Silvio Berlusconi, che per anni ha raccontato la vita del palazzo insieme a loro. Altra new entry è Ilaria Cavo, già assessore regionale in Liguria e cronista di razza. Porta con sé una piccola cornucopia regalatale da una signora nel primo giorno di campagna elettorale, alla vigilia di una battaglia difficile nel collegio di Genova Ponente. «Non la trovavo più, è rispuntata fuori poche ore fa e ho deciso di portarla con me. Lo prendo come segnale di buono auspicio per questa nuova avventura». Aboubakar Soumahoro, eletto con i Verdi, entra a Montecitorio indossando degli stivali «simbolo delle sofferenze del Paese Reale che entra con me alla Camera, in memoria di chi è morto di lavoro, chi è discriminato e chi ha fame». Andrea Volpi, sindaco di Lanuvio, neoeletto per Fdi, ricorda non senza emozione la lunga militanza nei movimenti giovanili. E non nasconde il rammarico di essere rimasto imprigionato nel traffico romano e non essere arrivato con qualche minuto di anticipo. «Ma domani arriverò presto per godermi il momento».


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