Greta apre al nucleare e la sinistra rimane orfana della propria paladina


Si nasce incendiari e si finisce pompieri. Nei detti popolari spesso si nasconde la verità e queste parole calzano a pennello per descrivere l’evoluzione di Greta Thunberg. Se continua così, tra pochi anni ci troveremo la già paladina dell’ambiente, la ragazza che accusava i potenti di fare solo “bla, bla, bla”, a sostenere le fonti fossili. Un’ipotesi che oggi può sembrare implausibile ma che, alla luce della recente dichiarazione sul nucleare della giovane attivista svedese, non è escluso possa concretizzarsi nei prossimi anni.

A sorpresa infatti Greta Thunberg si è espressa a favore dell’energia nucleare e, riferendosi alla situazione della Germania, ha affermato: “Se sono ancora in attività, penso che sarebbe un errore staccare le centrali nucleari e rivolgersi nuovamente al carbone”. Parole di buon senso, che hanno sorpreso perché pronunciate da chi ha sempre portato avanti una visione ideologica sui temi ambientali. L’attuale crisi energetica (determinata anche dalle scelte politiche errate compiute negli anni passati seguendo l’approccio incarnato da Greta Thunberg), impone però un bagno di realtà anche ai paladini dell’ambientalismo liberal. Più che una reale conversione a posizioni ragionevoli, la dichiarazione della Thunberg potrebbe essere dettata da un mero calcolo: la crisi energetica, che si sta abbattendo su famiglie e imprese, ha determinato un cambio di sensibilità sui temi ambientali ed energetici e le persone sono meno disponibili a sentire discorsi teorici ma vogliono risposte e soluzioni concrete.

Tempi duri per gli ambientalisti ideologizzati

Così, l’icona del movimento Fridays for Future, riferendosi al piano del governo tedesco di riattivare centrali di carbone allo scopo di ridurre la fornitura di gas destinata alla rete elettrica, ha affermato che è “una cattiva idea puntare sul carbone”. La Thunberg ha sottolineato che ci sono vie alternative al carbone a cominciare “dalle rinnovabili” . E, a quel punto, incalzata da un giornalista in merito all’annuncio del ministro dell’Economia, Robert Habeck, di tenere in vita almeno due delle tre centrali atomiche ancora in funzione, ha affermato riferendosi a un eventuale spegnimento delle centrali: “Dipende da quello che succederà”.

Da qui la frase con cui in un solo colpo Greta ha privato i paladini della sinistra ambientalista della propria icona e al tempo stesso ha sdoganato il nucleare: “Se le centrali nucleari sono in attività penso che sarebbe un errore chiuderle privilegiando il carbone”.

Sono tempi duri per gli ambientalisti ideologizzati: prima si sono visti sconfessare anni di propaganda con le conseguenze della transizione ecologica, ora vedono la propria eroina fare un voltafaccia a favore del nucleare. Chissà che non sia arrivato il momento anche per loro di tornare con i piedi per terra.


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