Il caro energia azzoppa le imprese: arriva un’ondata di conti in rosso


Le imprese stanno facendo la loro parte, ma i costi esorbitanti dell’energia si stanno divorando tutto il loro lavoro. Questo è per esempio il caso della Sammontana, famosa per la produzione di gelati, che nell’estate 2022 dichiara di aver registrato vendite record, superiori a quelle ottenute nel 2020 e 2021, ma chiuderà comunque il bilancio in perdita: «I buoni risultati sono stati letteralmente vanificati dall’incremento del costo di materie prime ed energie, aumentati di quattro volte rispetto al 2021», ha detto l’amministratore delegato, Leonardo Bagnoli.

Il caso di Sammontana però non è isolato. Secondo la nota di aggiornamento sull’economia italiana divulgata ieri dall’Istat, infatti, prendendo a riferimento i microdati del sistema produttivo italiano del 2019 ci si accorge che l’aumento dei costi dell’energia potrebbe, «con effetti differenziati nei settori, rendere negativi i margini operativi dell’8,2% delle imprese attive che impiega circa il 20% degli addetti». In testa ai settori più colpiti ci sono le imprese della carta (per il 57,9% a marginalità negativa) e quello della metallurgia (41,7%).

Sempre secondo l’Istat, tra il 2019 e il 2022 i prezzi della produzione di gas e di distribuzione di combustibili gassosi è aumentata in media del 182,5 per cento.

Un dato che mette a rischio l’intera economia, nonostante ad agosto l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 2,3% rispetto a luglio. Nella media del trimestre giugno-agosto il livello della produzione è comunque diminuito dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Il nuovo governo dovrà intervenire, ma con pochi margini: secondo Unimpresa, l’alta inflazione avrà effetti negativi sul debito pubblico, andando ad aumentare la spesa per interessi di 58 miliardi nei prossimi quattro anni. Il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora, chiede di fare il possibile per «sostenere con misure straordinarie famiglie e imprese». La lista delle richieste si allunga: «Serve un immediato importante intervento da parte dell’Europa sul caro energia altrimenti migliaia di alberghi e imprese turistiche chiuderanno», è l’allarme del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. «Le conseguenze sulle aziende, che come gli alberghi sono energivori, sono molto simili a quelle del Covid».

Ed Ercole Botto Poala, presidente di Confindustria Moda, dal canto suo indica l’agenda in 5 priorità: «energia, integrazione per gli stipendi, credito d’imposta, digitalizzazione e sostenibilità, formazione e internazionalizzazione».


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