• Il dominio del centrodestra: vincerebbe con qualsiasi legge elettorale

    Sulla scena politica domina una certezza: il centrodestra vincerebbe con qualsiasi legge elettorale. Ovviamente, va precisato, tenendo in considerazione gli attuali numeri che emergono dai recenti sondaggi. Il tanto atteso esito delle elezioni Regionali non ha provocato la spallata auspicata, visto che in fin dei conti la sfera nazionale è rimasta sullo sfondo: in 4 Regioni su 6 gli elettori hanno premiato e confermato i presidenti uscenti che si sono particolarmente distinti nell’emergenza Coronavirus e le Amministrative hanno avuto una forte connotazione locale. Le ultime rilevazioni forniscono un quadro piuttosto simile a quello risalente a due mesi fa, ma c’è grande curiosità su quelli che potrebbero essere gli scenari futuri in seguito al taglio dei parlamentari.

    L’analisi, specifica il Corriere della Sera, tiene conto delle rilevazioni condotte da Ipsos da fine maggio a fine settembre per un totale di 29mila interviste. Per quanto riguarda il Rosatellum sono stati accorpati i collegi limitrofi “per ricostruire in ciascuna circoscrizione il numero di collegi previsti con l’approvazione della riforma di riduzione dei parlamentari“. Le ipotesi simulate sono state due: da una parte quella basata sulla ripartizione tra centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle; dall’altra solo sul centrodestra e sulla coalizione formata dalle attuali forze di maggioranza.

    Il dominio del centrodestra

    Considerando comunque tutte le approssimazioni del caso, nel primo scenario alla Camera verrebbero attribuiti 227 seggi al centrodestra (oltre la metà alla Lega), 114 al centrosinistra e 55 ai grillini. Al Senato gli eletti sarebbero rispettivamente 112, 57 e 27. Il dominio del centrodestra si confermerebbe anche se i giallorossi si dovessere alleare: 218 a 161 alla Camera e 112 a 80 al Senato. Prevedendo invece il ricorso al cosiddetto Germanicum, la parte maggioritaria verrebbe meno e i seggi sarebbero assegnati con metodo proporzionale e una soglia di sbarramento al 3% o al 5% su base nazionale. Verrebbe inoltre riconosciuto il diritto di tribuna ai partiti che non superano la soglia ma che riescono a ottenere il quoziente pieno in almeno 3 circoscrizioni di 2 Regioni differenti.

    Qualora lo sbarramento dovesse essere fissato al 5%, potrebbero entrare 7 forze politiche alla Camera e 6 al Senato; con la soglia al 3% invece si aggiungerebbe Azione di Calenda (approderebbe solamente alla Camera). Comunque, sia il Rosatellum sia il Germanicum assegnerebbero al centrodestra la maggioranza: con la soglia al 5% otterrebbe 219 seggi alla Camera e 112 al Senato laddove un’eventuale alleanza tra Pd, M5S e Italia Viva si attesterebbe a 179 e 86 seggi; i numeri sarebbero più risicati per il centrodestra con la soglia del 3%, ovvero 206 seggi alla Camera e 108 al Senato. In tal caso l’ipotetica coalizione giallorossa otterrebbe 179 e 90 parlamentari.

    Il ruolo di Forza Italia

    Nell’analisi a cura di Nando Pagnoncelli emergono due questioni che si potrebbero rivelare decisive: nella coalizione di centrodestra Forza Italia potrebbe rappresentare l’ago della bilancia. Ecco perché il ruolo dei moderati, incarnato da Silvio Berlusconi, è indispensabile sia per Salvini sia per la Meloni. Va poi considerata la notevole attitudine a cambiare casacca (si registrano 116 casi solamente nell’attuale legislatura) che inevitabilmente incide sugli assetti. In queste settimane si parlerà spesso di legge elettorale: andrebbero tutelati e favoriti il Paese, la governabilità e la rappresentanza, ma sappiamo benissimo che i partiti di maggioranza saranno guidati solamente dalla convenienza per la propria parte.



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