“Il Pd accetti la sconfitta”. La lezione di Moni Ovadia a Letta & Co


Basta scuse e recriminazioni: “Il Pd deve accettare la sconfitta“. Lo sberla a Enrico Letta e compagni è arrivata da sinistra. Per di più, da un pacifista convinto come Moni Ovadia: uno che, prima di agitare (anche metaforicamente) le mani, ci pensa due volte. In questo caso, pare di capire, un sonoro scossone era però necessario e così l’attore di origini bulgare ha impartito ai dem una lezione politica.

Moni Ovadia, la strigliata al Pd

La Meloni ha idee contrapposte alle mie ma è stata eletta democraticamente, è in Parlamento, perché non dovrebbe governare?“, ha commentato Moni Ovadia in una conversazione con l’Adnkronos. L’attore ha poi criticato l’atteggiamento post-elettorale del Pd: “Non è così che si combatte un avversario politico. L’unico modo per combattere un avversario politico è quello di dimostrare che sei meglio di lui, non quello di piagnucolare“. Secondo il popolare drammaturgo, peraltro, i dem avrebbero anche sbagliato ad agitare in modo strumentale il tema dell’antifascismo. L’esito autolesionista di quella operazione avrebbe poi trovato una corrispondenza dall’esito delle urne.

L’antifascismo di comodo

Il Pd per combattere la Meloni usa l’antifascismo, ma lo fa solo quando gli conviene. Antifascismo significa innanzitutto costruire una società di eguali come recita l’articolo 3 della Costituzione. Ma il Pd che ha fatto? La sinistra ormai ha abbandonato il popolo per abbracciare il potere, ha abbandonato i veri valori della socialdemocrazia, ha osannato Macron che è un uomo di destra e ha avuto Renzi, il più grande nemico della sinistra del paese, come segretario“, ha affermato Ovadia, ribadendo il proprio pensiero in chiave fortemente critica verso il partito di Enrico Letta.

Il “finto nemico” della sinistra

Secondo l’attore, infatti, anche stavolta il Pd non ha perso l’antico vizio di cercare una provvisoria unità nell’individuazione di “un finto nemico“. “Accadde anche con Berlusconi…“, ha osservato Ovadia, accusando poi i progressisti di lassismo politico. “Ora il nuovo nemico è del Pd è la Meloni ma solo perché non è più al potere. Cosa gliene frega a loro del fascismo“, ha aggiunto il drammaturgo con tono beffardo. A suo avviso, infatti, “il Pd non ha mai fatto niente affinché in Italia si diffondesse una vera cultura antifascista“. Un’ulteriore scoppola al partito di Enrico Letta.

Da uomo di sinistra, poi, Ovadia ha corretto i progressisti per il loro atteggiamento contro la premier in pectore. “La giudicherò in base di quello che farà“, ha sentenziato. Concetto semplice che tra i dem fatica tuttavia a trovare spazio. Proprio nei giorni scorsi il segretario Pd si era messo a gufare contro il futuro governo, prevedendo una rapida caduta dell’esecutivo di centrodestra e le elezioni anticipate.


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