Il Pd sceglie le Sardine ed esclude Renzi

Festa dell’Unità sì, ma solo con i grillini. Il rito dem di fine estate si celebrerà in quel di Modena, nella ridotta emiliana, dal 26 agosto al 13 settembre, e sarà – come prevede la liturgia – concluso dal segretario Nicola Zingaretti.

Si celebreranno, naturalmente, le magnifiche sorti e progressive del governo Conte di cui il Pd è magna pars, ma con una bizzarra anomalia: della maggioranza che sostiene l’esecutivo saranno massicciamente presenti i Cinque Stelle (nonostante la cocente delusione per il Nazareno sull’alleanza elettorale alle Regionali, sogno che si è subito infranto), ma sarà assente l’alleato Italia Viva, con l’eccezione d’ufficio della ministra Teresa Bellanova. Matteo Renzi, che del Pd è stato a lungo segretario oltre che premier, non compare nella lista dei partecipanti ai dibattiti, e al Nazareno spiegano che sarebbe stato lui a declinare l’invito a causa dell’eccessiva presenza di grillini. Assente con lui anche l’altro fedifrago Carlo Calenda, per non parlare dei radicali di Emma Bonino. Non si tratta di veti anti-scissionisti, perché invece l’ex segretario Pier Luigi Bersani sarà presente da par suo, e con lui il ministro della Salute Roberto Speranza. Totalmente esclusi anche i rappresentanti dell’opposizione di centrodestra (salvo Guido Crosetto, che parteciperà ad un dibattito da «tecnico» della difesa).

Tappeti rossi invece per i grillini di ogni risma: dall’improbabile vice ministro all’Economia Laura Castelli (nota per il «questo lo dice lei» rivolto all’ex ministro Padoan che cercava con mirabile pazienza di spiegarle l’abc delle scienze economiche) all’altrettanto improbabile presidente della utilissima commissione Antimafia, Nicola Morra, seguace del fantasioso Dibba. Poi una caterva di ministri, il presidente della Camera Roberto Fico, il reggente Vito Crimi e ovviamente il premier Giuseppe Conte. Folta anche la delegazione delle famose Sardine, nonostante la delusione che il movimento, un po’ in panne, ha dato al Pd schierandosi per il No al referendum sul taglio dei parlamentari: ci saranno Mattia Santori, Jasmine Cristallo, Giulia Trappoloni e Lorenzo Donnoli. Tra i nomi di spicco, ci saranno l’ex premier Paolo Gentiloni, che oggi fa il commissario europeo all’Economia e negli ultimi giorni ha mandato più di un severo avvertimento al confuso governo Conte, a proposito dell’utilizzo del Recovery Fund, e un altro ex premier (che ora si tiene alla larga dalla politica attiva e ha appena respinto l’appello a candidarsi a sindaco di Roma) Enrico Letta. Previsti anche interventi del fondatore del Pd Walter Veltroni, del presidente del Parlamento europeo David Sassoli e di due autorevoli critici dell’attuale leadership dem come Stefano Bonaccini (che molti vorrebbero come sfidante di Zingaretti) e Giorgio Gori.



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