• Il super sabato degli Inzaghi, ‘papà piangeva al telefono’

    (ANSA) – ROMA, 26 SET – Filippo e Simone Inzaghi sono i
    grandi protagonisti del sabato di serie A. Vincono entrambi in
    trasferta, rispettivamente a Marassi contro la Samp e a
    Cagliari, e poi danno vita a un bel siparietto ai microfoni di
    Sky Sport.
        “Faccio i complimenti a Pippo – comincia Simone -. Se lo
    merita per la dedizione che mette nel lavoro, poi era più
    difficile la sua partita della nostra. Ora lo vedremo in serie A
    per tanti anni, sta facendo un grande percorso dopo l’esperienza
    negativa al Bologna. Sul 2-0 per noi mi hanno detto quello che
    stava succedendo a Genova”.
        I complimenti e l’affetto, anzi l’amore fraterno, sono
    ricambiati da Filippo. “Sono contento per Simone – commenta
    l’allenatore del Benevento -, perché lui è un esempio per
    chiunque faccia il nostro mestiere. Ho provato a chiamare mamma
    e papà a Piacenza, ma papà piangeva e non sono neanche riuscito
    a parlargli, lo saluto qui dalla tv. La partita? Al di là dei
    gol mi è piaciuto come abbiamo giocato, la mentalità. Se hai
    questa testa puoi fare anche rimonte così. Mi hanno fatto molto
    piacere i complimenti di Ranieri”. Poi sulla sua squadra: “le
    premesse sono ottime, ma abbiamo davanti un percorso lungo,
    perché la serie A non ti perdona, sbagli un disimpegno e ti
    fanno subito gol”. Simone loda ancora il fratello, assieme al
    quale è risucito a giocare in Nazionale (“chi era più efficace
    da attaccante? io non mi ricordo se sono arrivato a cento, lui
    ne ha fatti più di 300 e i numeri parlano chiaro), poi risponde
    a una domanda sul perché non ha ancora rinnovato il contratto
    con la Lazio: “Non ho ancora prolungato – spiega – perché in
    questo momento il presidente Lotito è molto impegnato tra
    calciomercato e le sue aziende. Non abbiamo avuto un momento per
    sederci al tavolo, lo ha detto anche Tare nel prepartita. Ci
    sarà il tempo per farlo e ognuno farà le sue valutazioni”. La
    battuta finale, quando Simone se n’è già andato, tocca a
    Filippo: “allenare mi piace , a prescindere dalla categoria.
        Lega Pro e A sono la stessa cosa, anche se poi in serie A giochi
    in grandissimi stadi.” (ANSA).
       


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