Indagati Moles e Pittella: ma loro non ne sanno nulla


Un quotidiano locale stamattina mette in prima pagina le foto del sottosegretario di Forza Italia Moles e dell’ex presidente della Regione Marcello Pittella, scrivendo che sono indagati nell’inchiesta sulla sanità lucana.

Ma loro non ne sanno nulla. E se è vero lo hanno saputo dai giornali.

Notizie in uscita oggi su alcuni organi di stampa mi danno tra gli indagati dell’indagine in corso presso la Procura della Repubblica di Potenza sul cosiddetto sistema di potere in Basilicata– dice Moles-Nel mettermi a completa ed immediata disposizione dell’Autorità giudiziaria, ove fosse necessario un qualsiasi approfondimento che mi riguarda, sin d’ora preciso la mia assoluta estraneità alle vicende ipotizzate negli articoli di stampa, ricordando il mio quotidiano impegno volto all’affermazione dei principi di legalità e trasparenza in politica e nella Pubblica Amministrazione che ho sempre perseguito durante il mio mandato di Senatore e Coordinatore Regionale di Forza Italia – Basilicata”. E ancora Moles: “Attendo perciò con ansia che i pubblici ministeri assegnatari del fascicolo, che, sino ad oggi, non hanno mai ritenuto di informarmi della eventuale pendenza di indagini a mio carico, mi convochino allo scopo di chiarire, ove necessario, la mia posizione. Mi riservo comunque, qualora ve ne siano i presupposti, di agire nelle sedi competenti a tutela della mia onorabilità, così improvvidamente lesa dalle notizie di stampa diffuse in queste ore”.

Pittella invece, ancora scottato dall’inchiesta che lo ha costretto alle dimissioni dalla Presidenza della Regione, dal quale non è bastato uscire totalmente prosciolto per farlo ricandidare dal Pd, e forte dei 30 mila voti presi al Senato per Azione unico collegio con il 13% al sud, annuncia querela: “Ho dato mandato ai miei legali di procedere con una querela per diffamazione nei confronti de “Il Quotidiano del Sud” che nell’edizione di oggi mi riporta – con una mia foto al di sotto di uno squallido riferimento nel titolo dell’articolotra gli indagati per i fatti di cui all’operazione del 7 ottobre scorso. Nessuna informativa di garanzia è giunta al mio indirizzo, né sono a conoscenza delle ricostruzioni fatte dal giornale che pure sarebbe impropriamente in possesso di documenti a me sconosciuti. Pertanto – conclude Pittella-prendo le distanze da questo modo becero e indecoroso modo di fare giornalismo che, nell’occuparsi di cronaca con riferimento a fatti che riguardano l’attuale governo regionale, ingiustamente mi coinvolge e mi infanga. Nelle prossime ore valuterò con i legali ulteriori azioni da intraprendere per tutelare la mia onorabilità.”

Alla Procura di Potenza non bastavano i cento indagati a strascico, oggi ne aggiunge altri 29 a mezzo stampa. Con la legge sulla presunzione di innocenza appena riformata. O è diffamazione, o è fuga di notizie. Chi punirà la procura se ha violato la legge?


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