La guerra finisce se gli occupanti si ritirano … di Sergio Pizzolante

Parole chiarissime, solenni, del Presidente della Repubblica.
Questa è la linea dell’Italia, al livello più alto possibile.
Questa è l’Italia della quale essere orgogliosi.
Ed è la nostra linea in Europa.
Putin non può vincere la guerra. Dice Draghi.
E ai tedeschi Draghi dice: mi dite che problemi avete?
Anche qui, sul piano concettuale, sui principi, siamo chiari.
Anche qui, possiamo dirci orgogliosi.
Poi ci sono molti problemi, molte contraddizioni, diamo meno aiuti e meno armi di quanto ci siamo impegnati a fare.
Compriamo più gas. Il doppio di prima.
Ma le parole di Mattarella e Draghi sono di importanza fondamentale.
Perché ci consentono di alzare un muro spesso per arginare lo tsunami delle menzogne. Della vergogna. Del chiacchiericcio, dei Talk, dei bar, degli ombrelloni, dei bordi piscina, delle saune, dei bagni turchi, dove tipi di italiani tipici, spaparanzati, disquisiscono sulla “guerra della NATO”, sul ritiro degli ucraini, sulle pantofole( da baciare) di Putin, sulle armi “difensive e non offensive”, ect.
Mattarella e Draghi ridimensionano le vergogne italiche.
Ci consentono di contenere, di tenere i Salvini, i Conte, i Santoro, gli Orsini, le Berlinguer, i Floris, la La7, Mediaset, dentro un teatrino di pupazzi siciliani, orchestrato da pupari maldestri.
Che fanno ridere non per la maestria dei gesti e dei versi, ma per l’insulso linguaggio.
Paradossale, tanto. E tanto in contrasto con la realtà da apparire assurdo e ridicolo, ridicolo perché assurdo.
Un pesce d’Aprile.
Come se i pupazzi dicessero che la mafia si combatte con lo Stato che si arrende.
Forza Mattarella.
Forza Draghi.
Sergio Pizzolante

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