La marcia su Roma, il docu ufficiale e quello ‘contro’


ROMA – Il 28 ottobre 1922, organizzata dal Partito Nazionale Fascista, la Marcia su Roma, con gli squadristi armati arrivati da tutta Italia ad occupare la città, segna la data con cui, dopo che re Vittorio Emanuele III affidò il 30 ottobre a Benito Mussolini l’incarico di formare il nuovo governo, si fa storicamente cominciare il Ventennio fascista. Il centenario di quella manifestazione eversiva, esibizione di una pressione ‘paramilitare’ che favori’ l’ascesa di Mussolini, è oggetto di testimonianze, ricordi e riflessioni anche al cinema. Il 20 ottobre esce in sala il documentario di Mark Cousins ‘MARCIA SU ROMA’ e alla Festa del cinema di Roma dall’Archivio dell’istituto Luce arriva il restauro del documento storico sulla Marcia ossia ‘A NOI’, il film ‘ufficiale’ delle storiche giornate realizzato da Umberto Paradisi. Al cinema poi, va ricordato, la manifestazione squadrista fu al centro del film di Dino Risi del ’62 con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi in camicia nera, LA MARCIA SU ROMA, restaurato di recente e presentato a Venezia Classics anche per il centenario della nascita dei suoi formidabili interpreti di quello che fu, contestato all’epoca, un capolavoro della commedia all’italiana. Il documentario dello scozzese Cousins ha aperto le Giornate degli autori a Venezia 79, prodotto da Palomar in collaborazione con il Saggiatore e Centro Sperimentale di Cinematografia, arriva in sala dal 20 ottobre con I Wonder Pictures e già è in tour nei festival internazionali da Telluride alla selezione agli Efa. Si tratta di un’opera strettamente legata al film ufficiale di Paradisi, anzi ne è la vivisezione nel tentativo di smontare come una moderna fake news la portata della Marcia su Roma che nella memoria collettiva è la manifestazione numericamente gigantesca della “rivoluzione fascista” nata in realta’ – è la tesi di Cousins – tra mille ambiguita’ e incertezze e soprattutto assai meno imponente di quello che l’abile propaganda fascista seppe trasmettere all’opinione pubblica dell’epoca. “E’ un film sulla cultura delle immagini, il documentario parla di quanto esse possano essere orribili, al servizio di prepotenti e assassini. E mostra quanto sia forte l’eco del fascismo oggi”, ha detto Cousins che ha sottoposto ad una rilettura filologica attuale quel film e quelle giornate con rimandi anche all’ascesa della destra in Europa, a cominciare da Giorgia Meloni. Il film ufficiale di Paradisi, realizzato nel 1923, dura un’ora circa, ovviamente muto e in bianco e nero. Comincia dal 24 ottobre 1922, l’adunata di Napoli, con l’arrivo delle schiere fasciste, il piroscafo Italia proveniente dalla Sicilia che sbarca le camice nere siciliane accolte da quelle pugliesi arrivate poco prima, la guardia d’onore al Duce all’Hotel Vesuvio, mostra la grande adunata al Campo dell’Arenaccia con i comandanti a rapporto da Mussolini, seguito da Balbo, De Bono, Bianchi e De Vecchi Val Cismon, mentre nelle file successive si intravedono Starace, Bottai e Costanzo Ciano. Ci sono camice nere dalla Dalmazia, dal Friuli Venezia Giulia, dal Lazio, dall’Abruzzo, dal Molise, dall’Emilia, dal Veneto. Dall’Arenaccia si passa a piazza del Plebiscito dove ci fu la prima sfilata e poi l’ingresso al teatro San Carlo con l’arrivo in automobile scoperta del capitano Padovani, comandante delle camicie nere napoletane e organizzatore della manifestazione. Le sequenze passano poi al 28 e 29 ottobre 1922: la cinepresa inquadra Mussolini all’hotel Bristol a Roma a Piazza Barberini, camion con giovani squadristi armati corre per le vie di Roma mentre alcuni cittadini della capitale applaudono al loro passaggio, centomila camicie nere attendono alle porte di Roma: “Roma Madre” accoglie la gioventù d’Italia. Il 30 ottobre la parata in piazza del Popolo: Mussolini al centro in abiti civili, alla sua destra Balbo e poi Bianchi, alla sua sinistra De Vecchi Val Cismon e De Bono, i Quadriunviri, tutti e quattro in divisa fascista, la sfilata lungo il corso Umberto, l’omaggio alla tomba del Milite Ignoto, la dimostrazione al re, in piazza del Quirinale.


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