Melissa Newman, tra miei genitori una favola complessa


Andare “oltre la favola rappresentata dai miei genitori. Paul Newman e Joanne Woodward, per raccontare la complessità del loro rapporto, e mostrare come siano stati in grado di restare insieme tutti quegli anni nonostante i problemi e gli ostacoli ci è sembrato fosse, soprattutto oggi, particolarmente importante e attuale”. E’ il motivo, spiega Melissa Newman, figlia di una delle coppie più iconiche del cinema per il quale la famiglia ha detto sì a THE LAST MOVIE STARS, la docu-serie Hbo Max in sei puntate diretta da Ethan Hawke e con la produzione esecutiva di Martin Scorsese, che dopo le anteprime al SXSW Film Festival, a Cannes e ora alla Festa del Cinema di Roma sarà su Sky e in streaming su Now a dicembre.
    Un omaggio alle due stars che la Festa di Roma, celebra anche con il poster della 17a edizione e una retrospettiva di 15 titoli. Il racconto della docuserie unisce immagini delle loro principali interpretazioni, il percorso compiuto insieme in 50 anni di storia americana e di battaglie per i diritti civili e il racconto intimo di due divi/antidivi che non si sono fatti schiacciare ne’ da ombre e luci di Hollywood ne’ da gravi drammi personali. “L’idea della docuserie è stata dei produttori, Emily Wachtel, che è da anni un’amica di famiglia e Adam Gibbs. Hanno affidato il progetto a Ethan Hawke, che ha fatto un lavoro stupendo” aggiunge Melissa Newman, seconda dei sei figli della coppia. Al centro le oltre 100 interviste con protagonisti del cinema di quegli anni e amici della coppia realizzate su audiocassette dallo sceneggiatore Stewart Stern a inizio anni ’90 per il progetto di un libro di memorie di Newman (poi distrutte da Newman quando ha abbandonato l’idea) delle quali erano rimaste migliaia di pagine di trascrizioni, in alcuni scatoloni nella cantina della casa di famiglia.
    Sottolinea Emily Wachtel : “Erano persone straordinarie, grandissimi attori, filantropi, attivisti. Oggi si comincia a dimenticare chi fossero e per me, che ho iniziato a fare cinema grazie a loro, è stato un onore rendergli omaggio e portarli a una nuova generazione”. Una coppia, racconta Melissa Newman, che nonostante la fama globale si è voluta allontanare da Hollywood: “Siamo andati a vivere in Connecticut. A loro non interessava il glamour, ma l’arte e la ricerca nel loro lavoro. Si sostenevano nei rispettivi progetti e si sono aiutati a vicenda a superare le loro paure”. I figli della coppia sapevano delle interviste e del progetto di libro di memorie del padre: “Voleva essere lui a raccontare la sua storia e quella sua famiglia, non farlo fare ad altri – spiega Melissa Newman, arrivata in conferenza stampa in un elegante abito nero indossato dalla mamma agli Emmy, e con gli orecchini ricevuti da lei in regalo -. Emily ha aperto un vaso di Pandora”. I genitori “avevano in comune molti interessi e convinzioni, abbiamo partecipato con loro a tante marce e manifestazioni e lo stesso ho fatto poi con i miei figli. A casa nostra si parlava di arte e politica, ma sono molto forti anche i ricordi di vita famigliare e domestica. Dal caffè fortissimo e imbevibile di papà, alla gioia di mangiarci tutti insieme un toast con burro e pollo che loro ti offrivano come fosse caviale”. 
   


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