Perché la Segre non ha votato: ecco tutti i precedenti


Oggi in Aula al Senato erano presenti quattro dei sei senatori a vita. A essere rimasti a casa sono stati il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, 97 anni, che ha mandato un messaggio ai colleghi neo eletti, e l’archistar Renzo Piano. Hanno votato, invece, Carlo Rubbia, Elena Cattaneo e Mario Monti. Liliana Segre, che ha guidato i lavori della prima seduta in cui è stato eletto il nuovo presidente, Ignazio La Russa, ha scelto di non esprimere alcuna preferenza.

Non c’è una regola che impone al presidente provvisorio di partecipare o meno all’elezione della seconda carica dello Stato. Tuttavia, la prassi utilizzata dalla Segre, seppur rara, non è una novità nella storia dell’istituzione. Il 12 luglio del 1983, all’inizio della IX legislatura fece lo stesso la presidente provvisoria Camilla Ravera, tra i fondatori del Partito Comunista Italiano e prima donna donna a ricevere dal presidente Sandro Pertini, nel 1982, la nomina di senatore a vita. Durante la seduta fu eletto Francesco Cossiga alla prima votazione. Proprio come è successo oggi con Ignazio La Russa.

A scegliere di astenersi fu anche il presidente provvisorio Pietro Nenni, nella seduta inaugurale dell’VIII legislatura, il 20 giugno del 1979. Lo storico leader del Partito Socialista Italiano, venne nominato senatore a vita nel 1970 da Giuseppe Saragat, e aveva 88 anni quando presiedette i lavori dell’assemblea in occasione della riconferma alla presidenza del Senato del leader della Dc, Amintore Fanfani, eletto al primo scrutinio.

Il terzo precedente, il più distante nel tempo, fu quello di Ferruccio Parri, figura simbolo della Resistenza e presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel 1945, che presiedette la prima seduta della VII in cui fu eletto Fanfani. Nominato senatore a vita dal presidente Antonio Segni nel 1963, il 5 luglio del 1976 all’età di 86 anni guidò i lavori del Senato e scelse di non votare per l’elezione del presidente.

La senatrice Liliana Segre è stata accolta nell’aula del Senato con un lungo applauso e una standing ovation. Il suo discorso è stato apprezzato da tutti gli schieramenti politici, come ha rimarcato anche il presidente Ignazio La Russa dopo l’elezione. Il senatore del partito di Giorgia Meloni l’ha ringraziata “sinceramente”. “Non voglio chiamarla presidente provvisoria, ma presidente morale – ha detto davanti ai colleghi -. Non c’è una sola parola di quello che ha detto che non abbia meritato il mio applauso”. “La Russa è una persona che con buona volontà si appresta a diventare presidente”, ha commentato poi la senatrice a vita parlando con i giornalisti davanti alla Buvette di Palazzo Madama.


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