Pugno chiuso, scarpe sporche e battute sullo yogurt (scaduto): il primo giorno in Aula


Emozione, preoccupazione e desiderio di lasciare il segno. Queste le sensazioni che hanno accompagnato questo primo giorno di legislatura per tutti i deputati, sia le new entry sia i veterani.

Gli eletti di Alleanza Sinistra Italiana e Verdi sono a farsi notare. Il sindacalista Aboubakar Soumahoro ha cercato di entrare alla Camera con le scarpe sporche di fango e alzando il pugno chiuso.“Oggi più che mai c’è la massima consapevolezza di continuare con umiltà, abnegazione, determinazione, cercando di restare con i piedi nel fango toccando le stelle della dignità e della felicità”, ha detto ai cronisti presenti a piazza Montecitorio. “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Questa sarà la prima cosa che porteremo avanti”, ha aggiunto Soumahoro.

Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, invece, prima di entrare in Aula, ha ricevuto in dono la campana dei Caduti di Rovereto che ha definito “simbolo pacifista per eccellenza, realizzata fondendo il bronzo dei cannoni utilizzati dai due eserciti nemici durante la Prima Guerra Mondiale”. “La parola ‘Pace’, non è una bestemmia ma, come ha ricordato la senatrice Liliana Segre al Senato, a sua volta rifacendosi alle parole del Presidente Mattarella, è urgente e necessaria”, ha proseguito Bonelli sottolineando che Papa Francesco non va lasciato solo nella battaglia per la pace. Anzi, la politica deve adoperarsi “per mettere in campo una seria proposta diplomatica che porti alla ricostruzione di quanto questa guerra senza senso ha distrutto”.

Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e tra i papabili a sedere sullo scranno più alto di Montecitorio, corre spedito senza rispondere ai cronisti che già lo chiamano “presidente”. Enrico Letta, invece, si aggira in solitudine in Transatlantico, mentre Umberto Bossi ha ricevuto quai un’ovazione da parte dei deputati di centrodestra dopo aver espresso il suo voto. Tra i presenti alla Camera vi sono anche vari ex deputati il cui mandato si è concluso ieri. “Siamo scaduti come gli yogurt, ma siamo un po’ anche scadenti…”, dice divertito il dimaiano Sergio Battelli che lascia Montecitorio dopo 10 anni. Tra i “curiosi illustri”, seduto nei divanetti del Transatlantico, c’è anche Franco Grillini, ex presidente dell’Arcigay degli anni ’90 e dei primi anni 2000 e deputato per due legislature. “Sono stato il primo a presentare delle proposte di legge per le persone Lgbt, compreso il matrimonio egualitario nel 2002. Ora continuo a frequentare la Camera per continuare a perorare la causa dei diritti civili anche perché il Ddl Zan non è ancora morto”, dice Grillini parlando con ilGiornale.it. “Nel passaggio da una legislatura all’altra, qualora una legge sia stata passata in una delle due Camere, può essere richiamata nella Camera in cui non è stata approvata”, spiega Grillini, convinto che il ddl Zan possa essere calendarizzata di nuovo.

Mentre Rita Dalla Chiesa, prima volta come parlamentare, entra alla Camera in giacca a vento.


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