Record di Contagi nel Lazio che accusa la Sardegna. Ed è guerra tra le Regioni.

di Stefano Zurlo

È l’eterna Italia dei campanili e dei campanilismi. Ogni governatore batte l’ora quando gli pare e il risultato è un concerto anarchico di campane che si rincorrono. L’ultima scampanellata prefigura il possibile ritorno agli staterelli preunitari, con la chiusura dei confini regionali. Un’ipotesi vagheggiata dal campano Vincenzo De Luca che innesca un conflitto, trasversale agli schieramenti. con i colleghi Stefano Bonaccini e Giovanni Toti. Favorevoli e contrari, come su qualunque tema, ma sulla gestione dell’emergenza Covid in particolare: la pandemia ha mandato molti su di giri e poi, con le elezioni alle porte, la priorità è farsi notare. Cosa che al governo non piace affatto: «C’è una campagna elettorale in corso si ragiona dalle parti di Palazzo Chigi – e purtroppo alcuni governatori, invece di pensare alla sicurezza dei loro cittadini, pensano alle urne e al consenso che riusciranno a strappare». Una delle regioni in cui si vota è la Campania. «Dunque. – attacca De Luca – a fine agosto vedremo se chiedere o no al governo di ripristinare le limitazioni della mobilità intraregionale. Lo decideremo fra 15 giorni con grande determinazione, salvo i casi di motivi di lavoro o di salute. Ci regoleremo anche sui contagi nel resto d’Italia».

La Campania minaccia di diventare una repubblica autonoma. Ma non tutti sono d’accordo. Anzi: «Il blocco degli spostamenti? In questo momento direi di no – risponde dal Meeting di Rimini Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna – Dopodiché si segue sempre l’evoluzione del virus e poi si discute fra Regioni e Governo. Bisogna sempre tenere monitorata la situazione, perché quelli che parlano il giorno dopo mi hanno sempre fatto abbastanza pena». Insomma, c’è chi va in una direzione e chi nell’altra. Sulla stessa linea di Bonaccini ecco il presidente della Liguria, Giovanni Toti: «Non ritengo vi sia un’emergenza sanitaria tale da far presagire ulteriori chiusure. Stiamo attenti, teniamo la mascherina e facciamo tutto quello che dobbiamo fare, ma evitiamo di tornare a terrorizzare questo Paese che non ne ha bisogno». Toti aggiunge qualche numero: «I contagiati aumentano, ma gli ospedalizzati diminuiscono, siamo sotto quota venti».

Coriandoli di parole: turbinano nell’aria e lasciano a terra un tappeto di polemiche. Le regioni si dividono da Roma e fra di loro. Lo Stato aveva blindato le discoteche, ma aveva concesso la valvola della deroga. Risultato: le sale da ballo hanno riaperto in tutta la penisola e il Governo è stato costretto a un secondo provvedimento, questa volta senza contemplare eccezioni.

Un po’ di caserma nel Paese di Arlecchino. Dovremmo andare in direzione del federalismo, ma siamo allo slabbramento della grammatica istituzionale. Giochi del cerino, fughe in avanti, rimpalli: la drammatica vicenda del mancato via alla zona rossa di Alzano Lombardo e Nembro mostra quanta nebbia ci sia alla frontiera fra il centro e la periferia.

Ora il governatore della Sardegna Christian Solinas se la prende con Roma sullo scudo dei tamponi: l’isola, prima Covid free, ha sperperato il suo tesoro. Ma proprio con Solinas polemizza il governatore del Lazio e leader del Pd, Nicola Zingaretti: «Sono finalmente attivi i box con tampone al porto di Civitavecchia. Ma non basta. Il ministero della Salute e la regione Sardegna devono urgentemente predisporre controlli con tampone all’imbarco dei traghetti. Dai nostri dati, i positivi asintomatici agli sbarchi sono moltissimi, ma coloro che vengono eventualmente contagiati in viaggio non è possibile intercettarli allo sbarco perché il contagio si manifesta solo dopo alcuni giorni». E allora? Solinas, che ha subito il ritorno dell’epidemia, diventa ora il parafulmine della possibile contro-ondata. E si ritrova nel mirino di Zingaretti, che nel suo Lazio ha toccato il record di 215 contagi in 24 ore, 97 dei quali provenienti dalla Sardegna: «Far viaggiare i traghetti con questa promiscuità è un errore perché moltiplica i contagi di persone che poi tornano alle loro case in tutta Italia». In serata la schiarita: Lazio e Sardegna, con la mediazione del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, sono già al lavoro per estendere i test anche a chi si imbarca dalla Sardegna. Centrosinistra contro centrodestra ma anche contro centrosinistra: scintille dalle Alpi alla Sicilia. Le Regioni contro Roma e Roma che tira le orecchie, qua e là. Quasi sempre in ritardo. E intanto il vulcanico De Luca apre un nuovo fronte: «Stiamo valutando il controllo della temperatura nelle scuole, ritenendo irrealistica la previsione nazionale del monitoraggio effettuato a casa». E le regole si sbriciolano nel puzzle tricolore.



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