RIMINI. MALTRATTAVA LA  FAMIGLIA: ARRESTATO DALLA POLIZIA DI STATO

Nella mattinata del 18 giugno gli agenti della Polizia di Stato di Rimini hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere di un  cittadino rumeno, resosi responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari nonchè violenza sessuale.

Nello specifico l’attenzione veniva richiamata da un’accorata richiesta di aiuto pervenuta da una ragazza, attraverso un canale social che riferiva ad un’associazione antiviolenza “Rompi il Silenzio” di Rimini di essere vittima di maltrattamenti in ambito familiare, spesso conclusisi con atti di violenza fisica e sessuale.

Da quanto appreso a seguito degli immediati ed approfonditi accertamenti esperiti dalla Squadra Mobile, emerge un quadro di una gravità indiziaria, almeno allo stato delle indagini, ancora in corso. La giovane donna, i suoi fratelli e la loro madre, erano, infatti, da moltissimi anni vittime di un padre violento che si è reso responsabile anche di attenzioni sessuali nei confronti di una figlia: un comportamento reiterato nel tempo che ha determinato una situazione insostenibile per l’intero nucleo familiare, provocando continue sofferenze e gravi afflizioni, tali da ingenerare un perdurante stato di sottomissione psicologica. Tale situazione ha indotto la figlia maggiore ad organizzare una fuga per rifugiarsi in casa di un’amica per poi chiedere aiuto e denunciare. Giova precisare che la ragazza aveva già tentato tempo fa un allontanamento da casa, poi non andato a buon fine perché il padre accortosene, minacciando la figlia, glielo aveva impedito.

La Polizia di Stato, in stretta sinergia con l’Autorità Giudiziaria, ha così avuto modo di intervenire prontamente al fine di interrompere una grave situazione di maltrattamenti ed abusi sessuali.

Il coraggio di denunciare, unitamente ad una proficua collaborazione tra Autorità Giudiziaria, Associazioni Antiviolenza e Polizia di Stato ha consentito un adeguato e tempestivo intervento ad una gravissima richiesta di aiuto.

L’uomo è stato condotto in carcere a disposizione dell’A.G. per il proseguo dell’attività di rito.

 

 

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