Senato, le tensioni, poi l’elezione di La Russa. Berlusconi: “Leale collaborazione”


È Ignazio La Russa il nuovo presidente del Senato. Il braccio destro di Giorgia Meloni è stato eletto dalla stragrande maggioranza dei senatori, con 116 voti. Sono 66, invece, le schede bianche, due i voti per la Segre e due per Calderoli.

Diversi senatori di Forza Italia non hanno però risposto alla prima chiama per l’elezione del presidente del Senato. Un segnale di “irritazione”, secondo le indiscrezioni, per i metodi utilizzati finora per comporre l’esecutivo. Gli azzurri, fuori dall’accordo sulla presidenza di Camera e Senato (alla Camera dovrebbe andare Molinari, in quota Lega) si sentirebbero sotto rappresentati anche nella lista dei ministeri. Il punto, secondo quanto sottolineano fonti parlamentari del partito, è che non possono sussistere veti nella formazione del nuovo governo e che tutti partiti della coalizione devono essere equamente rappresentati.

Silvio Berlusconi, ha visto in mattinata Giorgia Meloni alla Camera. “Ci siamo incontrati serenamente, come sempre”, ha detto prima di entrare in Senato. E su La Russa presidente aveva detto “vedremo, credo di sì”. A Palazzo Madama poi ha riunito i suoi. Tra i partecipanti al vertice di circa mezz’ora Licia Ronzulli e l’ex presidente del Senato, Elisabetta Casellati. Alla prima chiama il Cav non ha risposto. Come lui a cascata anche Bernini, Craxi, Gasparri, la stessa Ronzulli e altri big del partito. È un modo per contarsi e pesarsi, si mormora davanti alla Buvette. Subito dopo Berlusconi ha avuto uno scambio con Salvini all’interno dell’Aula. Si sono aggiunti anche Francesco Paolo Sisto e la Casellati, Gianfranco Micciché e il capogruppo uscente di FdI Luca Ciriani.

Alla seconda chiamata il Cav è entrato nel catafalco per esprimere la sua preferenza. Non hanno fatto lo stesso gli altri senatori di Forza Italia che non hanno risposto all’appello della presidente Segre. La senatrice a vita ha per ben due volte ha chiesto se qualcun altro volesse votare ma non c’è stata nessuna risposta. L’eventualità di votare scheda bianca per sottolineare la rilevanza del partito all’interno della coalizione era stata ventilata nel vertice che si è tenuto ieri a Villa Grande.


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