Sos mecenati per Raffaello, urge il restauro per le incisioni


Artista geniale e poliedrico, il grande Raffaello non si sperimentò mai personalmente nell’arte dell’incisione. Ma certo ne comprese l’enorme potenzialità e l’importanza per diffondere i suoi capolavori, accrescerne la fama e in qualche modo aumentarne il valore. Come in tanti altri campi, il pittore urbinate aveva visto lontano, capendo il valore culturale e insieme economico dell’operazione, tanto da chiamare a sé i migliori artigiani, come il bolognese Marcantonio Raimondi, assoluta eccellenza nella Roma di allora. Anzi, era così consapevole del valore commerciale di queste copie, da lasciar scritto che alla sua morte ne venissero stampate e vendute altre per aiutare la sua giovane amante, quella che diede il volto alla Fornarina.

 Il tempo non l’ha tradito. Morto Raffaello, la fortuna delle incisioni tratte dai suoi disegni è cresciuta sempre, almeno fino all’avvento della fotografia, producendo insieme alle stampe un patrimonio di matrici in rame che racconta l’evoluzione di questa arte raffinata e particolarissima. Un tesoro “tanto prezioso quanto delicato, che oggi ha bisogno di un intervento di conservazione e restauro”, spiega all’ANSA Maura Picciau, da luglio alla guida dell’Istituto Centrale per la Grafica, che proprio per le matrici incise d’après Raffaello ha lanciato una campagna Art Bonus, un richiamo ai mecenati, piccoli e grandi, perché aiutino a finanziare il progetto. Nato come istituto pontificio, poi diventato la Calcografia regia, quindi Calcografia Nazionale, l’Istituto centrale per la grafica vanta tra le sue collezioni una raccolta di matrici calcografiche considerata la più importante al mondo. E oggi, custodite con religiosa cura nei caveaux climatizzati dell’ottocentesco palazzo di via della Stamperia progettato due secoli fa dal Valadier, ci sono 24 mila matrici, per lo più di rame, derivate dai disegni di artisti di ogni epoca, da Piranesi, di cui proprio grazie ad un finanziamento Art Bonus sono state recentemente restaurate le Vedute di Roma, fino ai maestri di oggi, come Guido Strazza del quale si festeggeranno i 100 anni a dicembre con la stampa e la pubblicazione di una selezione di matrici affidata alle sapienti mani dei due calcografi dell’Istituto, Fabio Ascenzi e Matteo Borsoi.

Un vero e proprio tesoro, insomma, di cui le 800 celeberrime traduzioni da Raffaello sono una parte preziosa. Il progetto, che verrà realizzato nello storico laboratorio di restauro dell’Istituto, prevede un intervento per gradi. Sul grande tavolo della Stamperia, accanto ai monumentali torchi ancora in funzione, è già pronta una lastra con la Madonna della seggiola: “Abbiamo deciso di partire con un primo lotto di 78 matrici, scelte tra quelle che hanno per tema Le Madonne e la figura muliebre”, spiega Picciau, “alle quali abbiamo aggiunto alcune traduzioni da dipinti della Transfigurazione, della Galatea e della Fornarina nonché i ritratti di Raffaello. Ma nel lotto sono comprese anche le lastre che riproducono le volte delle Logge Vaticane incise da Volpato e Ottaviani e la serie di Scherzi di Amorini incisi da Corrado Metz, sempre dalle Logge”. Un lavoro delicato e importante per il quale si prevede una spesa di 10 mila euro che serviranno per arruolare restauratori super specializzati, precisa la responsabile della Calcoteca Giovanna Scaloni.

E sarà proprio qui, in questi ambienti ricchi di storia, che i restauratori, guidati da Lucia Ghedin, responsabile del laboratorio diagnostico, interverranno su ognuno di questi piccoli capolavori rimuovendo il bitume che fino al 2005 si usava per proteggere le lastre dopo il loro uso per poi ripulire dalle tracce di inchiostro i solchi incisi nel metallo. Le matrici andranno quindi liberate dai sali di corrosione e dalla ossidazione delle superfici, per poi essere ricoperte con uno speciale film termoplastico che dovrà proteggerle in futuro. Un lavoro così delicato deve per forza andare avanti per step, fa notare Picciau. Anche per questo, si è deciso di procedere con una programmazione annuale inserendo via via in Art Bonus i diversi lotti “fino ad arrivare al restauro e alla revisione conservativa di tutto il fondo raffaellesco della Calcoteca”. Il corpus delle matrici da Raffaello “è davvero un patrimonio unico al mondo”, si appassiona la direttrice. Diventare mecenati per la sua conservazione è un’occasione da non perdere. (ANSA).


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