Twitter, Elon Musk finisce sotto inchiesta federale


Nuovo scambio di velenose accuse nella tormentata vendita di Twitter a sole due settimane dalla scadenza per un accordo, dopo la sospensione della causa a seguito della retromarcia di Elon Musk e del rilancio della sua offerta iniziale da 44 miliardi.

Il social ha depositato in tribunale un documento in cui rivela che l’acquirente è sotto indagine federale per la sua condotta nell’operazione. Il documento afferma che il patron di Tesla è indagato ma non indica il focus esatto dell’indagine, né quale autorità federale stia indagando. Alex Spiro, uno degli avvocati di Musk, ha riferito che il procedimento giudiziario avviato dalla compagnia che cinguetta è stato un “depistaggio” e ha affermato che “sono i dirigenti di Twitter a essere sotto inchiesta federale”. Scambi di cortesie che testimoniano una mancanza di fiducia tra le parti e aumentano i dubbi su una possibile intesa (con sconto) entro il termine del 28 ottobre.

Senza accordo entro tale scadenza il giudice proseguirà la causa intentata a luglio dalla piattaforma social per costringere Musk a chiudere l’accordo.

Twitter ha precisato che gli avvocati del patron di Tesla hanno invocato il “privilegio investigativo”, rifiutandosi di consegnare i documenti richiesti. A fine settembre, sempre secondo il social, gli avvocati di Musk hanno fornito un “registro dei privilegi” per identificare i documenti da non divulgare. Il registro faceva riferimento alle bozze di una email del 13 maggio inviata alla Securities and Exchange Commission (Sec) e a una presentazione alla Federal Trade Commission (Ftc), le due autorità regolatorie Usa contro la manipolazione del mercato. “Questo giochetto di ‘nascondere la palla’ deve finire”, ha affermato la società nel documento depositato in tribunale.

Il fascicolo del tribunale, che chiedeva alla giudice del Delaware Kathaleen McCormick di ordinare agli avvocati di Musk di fornire i documenti, è stato presentato il 6 ottobre, lo stesso giorno in cui McCormick ha sospeso il contenzioso tra le due parti dopo che Musk ha invertito la rotta annunciando che avrebbe rispettato l’offerta iniziale. E’ probabile che l’inchiesta evocata da Twitter sia condotta dalla Sec, che in precedenza aveva interrogato l’imprenditore sulle sue mosse per l’acquisto di Twitter. In aprile la Sec gli aveva chiesto se la rivelazione del suo 9% di azioni Twitter non fosse tardiva e perchè aveva indicato di voler essere un azionista passivo. Successivamente l’imprenditore aveva ricompilato gli atti dichiarandosi un investitore attivo. In base alla legge, chi acquista deve presentare un modulo quando supera la soglia del 5% di una società. Una comunicazione che serve ad avvertire gli investitori e la stessa società che un altro investitore potrebbe cercare di assumere il controllo.

Musk ha presentato il modulo il 4 aprile, con almeno 10 giorni di ritardo rispetto a quando ha superato la soglia del 5%.

   


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