• Zingaretti ora evoca un nuovo lockdown. Il premier lo smentisce

    Proroga dello stato di emergenza e no a nuovo lockdown: il governo prepara una mini-stretta per contenere un ritorno della pandemia. Nel videomessaggio, inviato all’evento Riparte Italia a Bologna, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non lancia segnali rassicuranti in vista dell’autunno. L’esecutivo giallorosso sta valutando, infatti, in queste ore, la proroga dello stato di emergenza oltre il 15 ottobre. La discussione nell’esecutivo è sui tempi: Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza vorrebbero allungare il periodo di emergenza fino al 31 dicembre 2020. Una pattuglia di ministri dem, da Dario Franceschini a Enzo Amendola, è più cauta e punta su una mini-proroga di trenta giorni. La decisione arriverà ai primi di ottobre. Dopo una valutazione dei primi effetti del ritorno in aula. La strada per nuove restrizioni sembra però imboccata. L’unica deroga la scuola. Conte insiste su punto: «Non possiamo ignorare che l’Italia riparte solo se riparte la scuola. Siamo in giorni cruciali. In queste prime settimane l’anno scolastico è ripreso in modo ordinato, nel rispetto delle regole, simbolo questo, potremmo dire, di un’Italia che si rialza e riprende a correre».

    Dal video di Bologna, il capo del governo annuncia che «è in arrivo un decreto per individuare i cantieri da accelerare e i relativi commissari e che il superbonus edilizio al 110% sarà esteso oltre il 2021». Due provvedimenti che puntano a ridare un po’ di ossigeno all’economica. Ma tenendo sempre alta la barra dell’emergenza sanitaria. Il premier frena però su un nuovo lockdown: «L’ho escluso pubblicamente. Abbiamo lavorato duramente tutti questi mesi e tutta l’estate per rafforzare il nostro sistema sanitario. Quindi, un lockdown come lo abbiamo vissuto? No. Non escludo però, se si svilupperanno focolai specifici, interventi circoscritti», precisa dal festival dell’Economia di Trento. Il presidente del Consiglio chiede responsabilità agli italiani: «Riprendiamo la vita sociale ed economica con fiducia e responsabilità. Se gli italiani dovessero smettere, cosa che non riesco a immaginare, di osservare le regole che ci siamo dati, è chiaro che i numeri potrebbero risalire. Ma se continueremo così sono molto fiducioso». E promette maggior flessibilità nei controlli alle frontiere: «Continuamente aggiorniamo le nostre ordinanze sui flussi transfrontalieri e c’è una sinergia per aggiornare sempre i paesi ad alto rischio e i flussi che si presentano come insidiosi».

    Di posizione opposta al premier c’è il segretario del Pd Nicola Zingaretti che non esclude un nuovo blocco totale: «Non escludo nulla», risponde a una domanda su un eventuale nuovo lockdown. «Se non rispettiamo regole andiamo a finire lì». «Se continuiamo ad avere piena coscienza che il coronavirus è ancora presente fra noi, ce la faremo, che vuol dire cose molto semplici – spiega Zingaretti – Continuare ad avere precauzioni e cautele perché questo è il modo di tornare a vivere, lavorare, investire e anche divertirci. L’errore che non dobbiamo fare è confondere l’idea che abbassare la guardia, eliminare precauzioni, significhi accelerare l’uscita dalla tragedia sanitaria«. Il leader dei dem chiede una stretta per le discoteche: «Se vogliamo tenere aperte le scuole e le università è molto importante quello che si fa dentro questi luoghi, ma è anche molto importante la movida notturna, continuare a stringere i denti e non affollare le metropoli di eventi di massa che sono possibili focolai». Ma nell’agenda del governo nei prossimi giorni non c’è solo lo stato di emergenza. Ma anche la modifica dei decreti Sicurezza.



    Fonte originale: Leggi ora la fonte